giovedì 5 aprile 2018

5 aprile 2018



Maurice Bellet è morto oggi, 5 aprile 2018.
Il suo corpo ci ha lasciati, dopo 94 anni.
Il suo pensiero resterà con noi per sempre.

giovedì 7 maggio 2015

In libreria, online e in versione digitale L'intransigenza, il primo della serie dei "Gialli del Dio perverso", ispirati alla teologia di Maurice Bellet

Dalla quarta di copertina:
I locali parrocchiali della chiesa di San Leopoldo, rettoria di proprietà comunale, sono stati devastati durante la notte. Ma al sindaco di Puntammare, paesino del litorale casertano, che ha a cuore più la propria immagine che la giustizia, non importa scoprire i colpevoli; a lui basta che la giunta municipale non resti invischiata in questa brutta vicenda. Così, di punto in bianco, Nico Baselice – vigile urbano – e Maurizio Auriemma – impiegato dell’ufficio tributi che esce di casa solo al calar del sole – si ritrovano a formare una squadra di investigatori loro malgrado e a condurre un’indagine irregolare e anomala che rischia di coinvolgere i nomi più in vista della cittadina e di creare uno scandalo politico senza precedenti.
Un noir che non si assoggetta ai canoni classici del genere, nel quale i protagonisti si troveranno a spostarsi tra gli uffici del comune e le strade della costa, tra uomini che hanno sempre un secondo fine e donne davanti alle quali non si riesce a spiccicare una sola parola. Finendo per scoprire che spesso la mentalità collettiva miete più vittime dei singoli moventi. Sullo sfondo, un cristianesimo degenerato e dominato dal “Dio perverso”, in grado di ispirare nella migliore “buona fede” le azioni più ignobili. Come fare a individuare un criminale che agisce con una sua logica consequenziale, dalla razionalità perfettamente calcolabile... ma a rovescio?


Il libro è pubblicato dall'editore Il Prato di Padova nella collana Gli antidoti diretta da Sibyl von der Schulenburg e Anna Pietropolli ed è acquistabile senza spese di spedizione all'indirizzo: http://narrativa.ilprato.com/libro/intransigenza/.

Dove si trova

mercoledì 31 dicembre 2014

Augusto Cavadi recensisce La verità cammina con noi


Non è facile incontrare qualcuno che conosca l’opera di Maurice Bellet (Parigi, 1923) nonostante abbia pubblicato decine di libri, di saggi, di articoli tradotti in italiano, spagnolo, tedesco, olandese, inglese, portoghese, brasiliano e cinese. E non è facile, suppongo, perché un tipo come lui non fa scuola: è troppo originale. E troppo sospetto. In quanto prete cattolico (dal 1949) e teologo è visto con diffidenza dagli ambienti filosofici e, in quanto psicanalista, è visto con diffidenza dai teologi e dai filosofi.
Per fortuna (di Bellet, ma anche di noi lettori curiosi di stimoli spirituali) c’è un appassionato studioso italiano, Paolo Calabrò, che ha confezionato una esauriente summa del pensiero belletiano, intrecciando notazioni personali e ampi brani antologici: La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell’umano di Maurice Bellet, Prefazione di Stefano Santasilia, Il prato, Saonara (Padova) 2014, pp. 250, euro 18,00. La sostanziosa monografia è scandita in otto capitoli

sabato 1 novembre 2014

Padova, giovedì 13 novembre 2014 - Presentazione del libro "La verità cammina con noi. Introduzione a Maurice Bellet"


Giovedì 13 novembre 2014, alle ore 18, presso il Centro Universitario di Padova, verrà presentato il libro La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet, di Paolo Calabrò.

Sarà presente Alfredo Gatto, dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Venezia, mercoledì 12 novembre 2014 - Presentazione del libro "La verità cammina con noi"

Mercoledì 12 novembre 2014, presso l'Antica Scuola dei Laneri, a Venezia, Paolo Calabrò presenterà il libro La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet. L'incontro è organizzato da Daniele Spero.

Con il patrocinio di:
Club UNESCO Venezia
Associazione Esodo

Scarica la locandina

Venezia, domenica 9 novembre 2014 - 4a giornata panikkariana


Domenica 9 novembre 2014, presso l'Antica Scuola dei Laneri, a Venezia, Paolo Calabrò parteciperà alla 4a giornata panikkariana, con un intervento dal titolo: "Raimon Panikkar e Maurice Bellet". L'incontro è organizzato da Daniele Spero.

Con il patrocinio di:
Città di Venezia
Venezia Giovane - Comune di venezia partecipazione giovanile e culture di pace
Club UNESCO Venezia
Centro Studi Maitreya

Scarica la locandina

Legnano (MI), martedì 11 novembre 2014 - Paolo Calabrò presenta "La verità cammina con noi. Introduzione a Maurice Bellet"

Martedì 11 novembre 2014, alle ore 18, presso la Comunità delle Missionarie laiche del PIME di Legnano (MI), verrà presentato il libro La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet, di Paolo Calabrò.

Scarica il calendario delle iniziative

giovedì 10 luglio 2014

Damiano Mazzotti recensisce La verità cammina con noi

La Verità cammina con noi è un saggio molto accurato di Paolo Calabrò, che analizza il pensiero del filosofo francese Maurice Bellet (è stato pubblicato in aprile dalla casa editrice Il Prato).

Calabrò è un giovane studioso che si destreggia nel riesaminare le opere dei pensatori eclettici e Bellet è sicuramente un filosofo antidogmatico e molto versatile. Infatti il suo pensiero si incammina lungo alcuni sentieri che attraversano in più punti la teologia, la psicanalisi, l’antropologia e l’economia (Bellet è un prete cattolico con una grande esperienza psicanalitica).

Letteratura... con i piedi, con un saggio su Maurice Bellet di Paolo Calabrò

È appena uscito il volume collettivo di Fara editore, dal titolo Letteratura... con i piedi (a cura di Alessandro Ramberti), con un saggio di Paolo Calabrò su Maurice Bellet.

sabato 10 maggio 2014

Attenti al lupus. Ammalarsi di cristianesimo secondo Maurice Bellet


Il pensiero di Maurice Bellet – filosofo, teologo e psicanalista francese che, nonostante abbia già pubblicato in Italia una ventina di libri, è qui ancora semisconosciuto – invita la cultura occidentale a fare i conti con il cristianesimo, della cui mentalità è da sempre intrisa, in particolare con quella tragica deformazione che nel suo irrinunciabile Le Dieu pervers (purtroppo al momento disponibile solo in francese)[1] Bellet ha stigmatizzato con il nome di “Dio perverso”.
Nei suoi tanti scritti[2], Bellet – prete cattolico dal 1949 – ha caratterizzato il cristianesimo come “malattia”. Ma è veramente possibile catalogare il cristianesimo in questo modo? In che senso, o quale suo aspetto? Cosa ne dicono i cristiani? E, soprattutto: esiste una terapia? [...]

(Continua a leggere su «Samgha»)

martedì 22 aprile 2014

P. Calabrò, La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet, ed. Il Prato, Padova 2014

È in libreria La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet, di Paolo calabrò, il primo libro dedicato al pensiero di Maurice Bellet, filosofo, teologo e psicanalista francese che - nonostante abbia già pubblicato in italiano una ventina di volumi - è qui ancora semisconosciuto.

Il libro nasce presso l'editore Il Prato di Padova nella collana "I cento talleri" diretta da Diego Fusaro.

Visita il sito dell'editore Il Prato di Padova

domenica 20 aprile 2014

M. Bellet, L'avenir du communisme. Recensione di Paolo Calabrò

La sera un bambino ascolta per caso la conversazione dei genitori. Li sente dire: “È spaventoso! È il crollo di tutto! È la fine del mondo!” Di conseguenza va a letto spaventato e non riesce ad addormentarsi. Tanto che, al mattino, non ha il coraggio di affacciarsi alla finestra per timore di vedere la catastrofe coi propri occhi. Tuttavia si alza, solleva le tende e timidamente guarda fuori: tutto è come prima, il cielo, le strade, le cose di sempre.
Ecco in che modo - ci racconta Maurice Bellet nel suo ultimo L’avenir du communisme, ed. Bayard, al momento disponibile solo in francese - il bambino fa la scoperta dell’economia: quella cosa che non esiste - non la si vede proprio da nessuna parte - ma è in grado di gettare gli adulti nello sconforto più completo. Aneddoto che il filosofo francese racconta per ricordare, appunto, agli adulti

martedì 18 marzo 2014

Perugia, 22 marzo 2014



Kermesse di Fara Editore sul tema "Letteratura... con i piedi".

Intervento di Paolo Calabrò, sabato mattina, dal titolo "Verità in cammino. La filosofia in movimento di Maurice Bellet"

Scarica il programma completo dell'evento

mercoledì 25 dicembre 2013

Riflessi. Intervista ad Achille Rossi

Achille Rossi, intellettuale dagli studi superiori in filosofia, teologia e scienze religiose, è il maggiore esperto del pensiero dei filosofi Raimon Panikkar e Maurice Bellet in Italia. Direttore dell’inserto culturale del mensile «l’Altrapagina», ha pubblicato tra l’altro: Pluralismo e armonia. Introduzione al pensiero di Raimon Panikkar (ed. l’Altrapagina, 1990 - riedito nel 2011 da l’Altrapagina-Cittadella); L’altro come esperienza di rivelazione (intervista a Raimon Panikkar: ed. l’Altrapagina, 2008); Insieme. Racconto ragionato di un’esperienza educativa (ed. l’Altrapagina, 1996). Il suo ultimo libro è Riflessi. L’amicizia con Raimon Panikkar (ed. l’Altrapagina, 2012). L’abbiamo intervistato.

Panikkar non amava il genere biografico, ma leggendo il Suo libro si capisce che il vissuto del filosofo è importante per la comprensione della sua filosofia.
Panikkar ha sottolineato molto questo rapporto fra teoria e prassi, spiegando che la teoria nasce dalla prassi e la prassi ritorna alla teoria, in un rapporto che dà luogo a un “circolo vitale”(come lo chiamava lui). Da questo punto di vista la vita della persona è importante per conoscerne il pensiero, perché il pensiero non nasce in vacuo ma si nutre delle esperienze articolate nella prassi. Il libro che ho scritto non è una biografia, ma il tentativo di vedere alcuni riflessi dell’opera di Panikkar che reputo significativi per mostrare proprio questo: che c’è la vita dietro il pensiero e che le due realtà si illuminano reciprocamente.

M. Bellet, Non sono venuto a portare la pace. Recensione di Paolo Calabrò

Ho già parlato qualche tempo fa (aprile 2010) del saggio di Maurice Bellet sulla “violenza assoluta” (Non sono venuto a portare la pace), allora appena uscito in Francia ed oggi meritevolmente pubblicato in italiano dalle Edizioni Messaggero di Padova. Quella volta parlammo della peculiarità della violenza “assoluta”, del suo rapporto con la perversione (nel senso tecnico usato da Bellet a proposito dei meccanismi tipici della religione, ma non solo), di come essa non sia riconducibile né alla bestia né all’uomo ma appartenga a quel “demoniaco” (si legga: disumano) che è soppressione dell’umano nell’uomo, ferocia al di là di tutto ciò che l’animale più ferino potrebbe immaginare (chi l’abbia perso può leggerlo qui).

M. Bellet, Translation. Recensione di Paolo Calabrò

«L’intento di questo libro potrebbe sembrare strano, ed in verità lo è». Così Maurice Bellet apre il suo ultimo Translation. Croyants (ou non), passons ailleurs pour tout sauver! (ed. Bayard, 2011, al momento disponibile solo in francese). Potrebbe sembrare una battuta per rompere il ghiaccio nel presentare un argomento arduo come “l’uscita dalla nostra crisi globale attuale”; o una maniera per rivendicare, fin dal primo rigo, la propria originalità. Ma forse, a ben vedere, nessuna delle due: bensì il modo più adatto a introdurre all’analisi di un pensiero inedito e radicale, in grado di guidare l’uomo contemporaneo fuori dall’impasse di un mondo sempre più privo di senso e di prospettiva, che ha prodotto - oltre alle tante merci e novità tecnologiche - un uomo disperato, che non ha più la forza di rivendicare la propria centralità e che non riesce a desiderare altro che cose da comprare al supermercato.

M. Bellet, Minuscule traité acide de spiritualité. Recensione di Paolo Calabrò

Di rado i libri di Bellet si assomigliano tra di loro: la sua bibliografia, potremmo dire, è fatta di tutti “pezzi unici”. Ciò nonostante, con il suo ultimo Minuscule traité acide de spiritualité (ed. Bayard, 2010) è andato perfino oltre la sua consueta inconsuetudine, consegnandoci un’opera completamente diversa dalle precedenti (purtroppo al momento disponibile solo in francese). A cominciare dalla brevità: si tratta di un volume di meno di 100 pagine, che è possibile leggere in una serata (opzione sconsigliata: il libro richiede una lettura e una “digestione” ben più ampi). Ma alimentato dalla stessa sorgente che da sempre ispira l’opera del filosofo:
io non parlo che di una sola cosa, dolce ed amara, ma nella quale la divina tenerezza è infine il gusto profondo ed essenziale. Ed è un puro invito a vivere, fuori dalle tristezze assassine.
Tra il serio e il faceto, Bellet mette in luce

M. Bellet, Il Dio selvaggio. Recensione di Paolo Calabrò

A un anno di distanza da L’assassinio della parola, il pensiero di Maurice Bellet torna in Italia con Il Dio selvaggio. Per una fede critica (ed. servitium, 2010; ed. orig. Le Dieu sauvage. Pour une foi critique, Bayard, Paris 2007). Bellet – intellettuale francese autore di libri dalla straordinaria lucidità e dalla grande capacità di penetrazione nei tanti risvolti del malessere dell’uomo contemporaneo, a cavallo tra filosofia, teologia e psicanalisi – non teme gli ossimori, nemmeno quando si tratta di applicarli alla divinità: così, dopo aver appreso dalle sue opere precedenti che Dio può essere “folle” e “perverso”, scopriamo che Dio può essere anche “selvaggio”.

M. Bellet, Je ne suis pas venu apporter la paix. Recensione di Paolo Calabrò

Più di un saggio sulla violenza. Je ne suis pas venu apporter la paix. Essai sur la violence absolue, l’ultimo libro del filosofo e teologo francese Maurice Bellet (ed. Albin Michel, 2009), è un saggio sulla “violenza assoluta”, quella collocata al di là della più crudele e ferina bestialità. Violenza incarnata in maniera tragicamente eloquente nel volto sanguinante del Cristo innocente: una crocifissione cui il Dio Salvatore si espone proprio perché ci ama. Il tipo di cristianesimo che ne segue, purtroppo, non è improntato alla più grande gratuità, ma alla richiesta crudele di una dedizione senza limiti; quello stesso Dio che si è sacrificato per noi dando la sua vita, chiede a noi il più alto sacrificio: noi, vivi per grazia divina, siamo in un debito infinito verso Dio che è morto per noi, già colpevoli del solo esistere anche quando diamo tutti noi stessi per Lui. Il volto cristiano dell'amore originario - che dona e vuole la vita e la gioia di tutti gli esseri - diventa così la maschera della perversione, che si compiace dell'avvilimento e della morte.

M. Bellet, Vocazione e libertà. Recensione di Paolo Calabrò

L’ultimo libro di Maurice Bellet tradotto in italiano (l’originale francese ha più di quarant’anni) tratta del rapporto fra vocazione e libertà: come può l’uomo conservare la sua libertà di autodeterminazione della propria vita di fronte alla chiamata di un Dio onnipotente e assoluto? Non è forse il rifiuto di rispondere l’unica possibilità che resta all’uomo di conservare la propria libertà?
Bellet fa piazza pulita di pregiudizi e stereotipi sulla vocazione, spesso alimentati da una certa religione (cristiana) del ‘dovere’: non c’è nessuna concorrenza tra Dio e l’uomo, la vocazione autentica è semplicemente l’occasione che all’uomo viene offerta di ‘far fruttare’ nella maniera più piena i propri ‘talenti’. La vocazione non è sacrificio della propria libertà, ma educazione, scoperta delle proprie possibilità: ciò implica che è impossibile prescindere dalla propria personale condizione di partenza, in termini materiali, morali, psicologici, spirituali.